La chiamano la Firenze del sud, per la sua arte barocca che si manifesta in ogni angolo della città, tra le stradine del centro storico, tra le sue chiese dalle tipiche caratteristiche architettoniche e nelle porte che racchiudono le mura della città, ma Lecce non è solo Barocco, è anche fermento, tradizioni, innovazione, arte contadina, giovani entusiasmi e antichi sapori.

Scegliere di vivere una vacanza a Lecce è sicuramente una scelta oculata per gli amanti della buona cucina e dei sapori genuini.

Ripercorreremo le bellezze di Lecce attraverso il cibo, i piatti tipici che caratterizzano i luoghi e che si associano a zone della città che si discostano dalla rinomata visione barocca del capoluogo salentino.

Il rustico leccese è tipico della tradizione salentina, introdotto anche nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali redatto dal Ministrero delle politiche Agricole Alimentari e Forestali. Due dischi circolari di pasta sfoglia racchiudono un cuore caldo di besciamella, pomodoro, mozzarella e pepe. Va categoricamente mangiato in piedi e bollente; oppure “comodamente” seduti sulle panchine in pietra antistanti il Palazzo del Seggio in piazza S. Oronzo. Il sedile è un maestoso monumento cubico costruito da Alessandro Saponato nel ‘500, doveva essere un luogo di rappresentanza delle cariche del comune leccese, adesso è adibito ad info point turistico.

pucce_laperitivo

La puccia salentina è un alimento che tradizionalmente viene cucinato durante le festività, ma che nel corso degli anni è diventato simbolo della città di Lecce. Ha una composizione simile alla pasta delle pizza, ma con una lavorazione differente lo si può farcire nei più svariati modi, ma la tradizione lo associa alle olive nere o ad un composto definito alla pizzaiola. Luogo associato alla puccia è senza dubbio Piazza Mazzini, fa parte della zona commerciale della città, ma da sempre luogo di incontri culturali, come nel 1956, in occasione del Congresso Internazionale Eucaristico la piazza gremita da 300.000 persone, da qui secondo nome della Piazza oggi ribattezzata anche come Piazza Trecentomila.