Sono in molti a non trovare nulla di più affascinante e interessante che un tesoro sepolto… magari in un fondale sperduto, sotto metri e metri di acqua. Le sorprese non mancano mai: è recente la notizia del ritrovamento del Galeone appartenente ad una flotta mercantile di Venezia, datata attorno al XVI secolo.

Si tratta di un relitto eccezionale sotto diversi punti di vista: sono poche infatti le notizie che riguardano l’aspetto commerciale della vita della Repubblica della Serenissima in questo periodo.

Il ritrovamento dei resti del galeone è una preziosa testimonianza del florido legame commerciale che già si presumeva intercorresse fra Venezia e la Turchia, e potrà fornire ulteriori dettagli agli storici nello scoprire quali fossero le condizioni economiche dell’epoca, oltre che le rotte commerciali preferite per gli scambi.

Il ritrovamento è avvenuto a qualche centinaia di metri dalla costa ovest di Meleda, un’isola croata, durante un’esplorazione subaquea. I resti del galeone giacevano circa 45 metri sotto il livello del mare, una profondità abbastanza considerevole, in seguito  sono stati affidati agli studi del dipartimento di Archeologia Subacquea croato, in collaborazione con i docenti e gli studenti della Ca’ Foscari di Venezia, grazie ad un finanziamento regionale.
Probabilmente quando è avvenuto l’incidente che ha causato l’affondamento della nave, secoli fa (forse il 1580), essa era diretta verso Venezia forse da Costantinopoli.

Nonostante fosse ormai prossima alla meta, la nave probabilmente incontrò una tempesta o più semplicemente si speronò contro uno scoglio, naufragando di conseguenza.
Ciò che è certo oggi, e che rimane a noi, è la testimonianza indelebile del destino tragico -e allo stesso momento affascinante- di una nave mercantile come ne sono state ritrovate poche.

Carlo Beltrame, archeologo dell’Università veneta, ha subito sottolineato l‘importanza del relitto nello studio dei metodi di navigazione veneziani, asserendo che sarà presto possibile sapere precisamente la data di fabbricazione del galeone nonché quella del naufragio.

Il Galeone della Serenissima non è solo un reperto prezioso per la quantità di dati che può fornire, ma anche perché sono stati trovati al suo interno oggetti di ceramica turca di grande pregio, la cosiddetta Iznik, rari e pregiati anche per il mondo dell’archeologia.

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