L’idea del labirinto è in grado di stimolare, nella mente di grandi e piccini, un’idea di mistero, di gioco e anche di fascino.

Tuttavia, se si chiedesse dove si trova il più grande labirinto al mondo, non molti sarebbero in grado di indovinare che… esso è situato proprio nel Belpaese, precisamente a Fontanellato, piccolo paese in provincia di Parma.

Il 29 maggio 2015 ha ufficialmente aperto al pubblico il labirinto di maggiori dimensioni al mondo, frutto di circa sei anni di lavori ininterrotti e di circa duecentomila esemplari di piante di bambù che hanno formato la struttura di base.

Ma chi ha concepito un’opera di così grandi dimensioni, e perché?
Il labirinto di Parma nasce dalla volontà di Franco Maria Ricci, direttore dell’omonima casa editrice nonché designer, che ebbe la fortuna di incontrare nel corso della sua carriera Jorge Luis Borges. Lo scrittore argentino, autore del celebre “Aleph”, utilizzò l’immagine del labirinto come allegoria della complessità del mondo, che non è comprensibile per mezzo della sola ragione, e che è costruito ad un solo scopo: quello di confondere e di stupire gli uomini, facendone crollare le certezze razionali.

La conversazione deve aver affascinato profondamente Ricci, il quale decise di costruire questo luogo di incanto e di mistero proprio nella pianura di sua proprietà. I percorsi del complesso sono stati edificati dagli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto in modo da essere privi di barriere architettoniche e di permettere l’ingresso anche ai diversamente abili.

All’interno del labirinto si trova anche un grande spazio (circa duemila metri quadrati) dedicato agli eventi culturali, una cappella, una biblioteca e delle sale per esporre le collezioni d’arte che appartengono all’editore, qualcosa come cinquecento opere di autori vari, di epoche comprese fra il Cinquecento e il Novecento.

Un complesso destinato a far riflettere e a guidare i suoi visitatori in un percorso di profondità, umana e artistica, oltre che culturale. Non manca la zona destinata alla ristorazione, una caffetteria e lo spazio degustazione per assaggiare i prodotti tipici del territorio. Non solo: vi è la possibilità di acquistare edizioni quasi introvabili di Franco Maria Ricci.

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