La Puglia, ed in particolar modo il Salento, nel XVII e XVIII secolo, ha visto la diffusione dell’arte della cartapesta. Era il periodo in cui vi era un aumento esponenziale del numero delle Chiese dovuto all’importante presenza territoriale del potere ecclesiastico, inversamente proporzionale alla presenza del potere politico esercitato dagli spagnoli.

Nacque così l’esigenza di decorare le chiese e, data la mancanza di materiale pregiato, gli artigiani locali hanno dovuto utilizzare ciò che il territorio metteva loro a disposizione. L’inventiva dei leccesi fu notevole ed iniziarono a “plastificare” la carta e realizzare importanti opere e lavori sacri. I materiali erano solo paglia, colla, stracci e gesso oltre ai modesti strumenti da lavoro ed al loro ingegno, estro e creatività.

Ai cartapestai si richiedeva di rappresentare e personificare la devozione dei fedeli con statue sacre, raffiguranti Cristi, Madonne e Santi e la cartapesta riusciva ad esprimere la volontà del richiedente, meglio di ogni altro materiale, in quanto era molto facile da modellare.

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Come si lavora la cartapesta?

Se adesso pensiamo alla stampa 3D come strumento per realizzare un’idea che è nella nostra mente, i cartapestai partivano proprio da un’immagine nella loro mente e utilizzando paglia e fili di spago, iniziavano a costruire la statue arrotolando il tutto intorno ad una struttura in ferro filato.

La testa, le mani ed i piedi non sono in cartapesta ma sin creta. Gli artigiani perciò, oltre ad essere dei bravi cartapestai, dovevano saper creare dei calchi perfetti da lasciare in eredità alle generazioni future. Successivamente la figura viene ricoperta con strati di carta e colla, si modella secondo ciò che si immaginava. Oltre alla colla si aggiungono delle sostanze per respingere i tarli e la muffa.

Le procedure successive sono l’essiccazione, che avveniva al sole, e la fuocheggiatura, procedimento più delicato e più importante, solo i migliori riuscivano a modellare le loro statue con estrema precisione. Mancano ancora stuccatura, levigatura, colorazione e decorazione dei materiali per completare il lavoro.

La cartapesta è stata scelta da Google per entrare nel loro progetto “Google Cultural Institute”, un’occasione di collaborazione con migliaia di musei in tutto il mondo per portare l’arte on-line e far scoprire i tesori che si nascondono in tutto il mondo.

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Photo credits: www.cartapestasalentina.it